Le farmacie sono ben posizionate per fornire programmi di prevenzione del diabete alle comunità. Sebbene esistano notevoli opportunità per le farmacie di affrontare la prevenzione del diabete, si potrebbe fare di più per ridurre gli ostacoli al loro utilizzo. Sono in sintesi i risultati dello studio “Community Pharmacy Engagement in Diabetes Prevention: Key Informant Interviews with Pharmacy Executives”, pubblicato lo scorso 20 agosto sulla rivista scientifica Preventing Chronic Disease edita dal Centers for Disease Control and Prevention, agenzia federale degli Stati Uniti, facente parte del Dipartimento della salute e dei servizi umani con sede principale ad Atlanta, in Georgia.

Tra i risultati dello studio sono emersi molteplici temi, tra cui che l’avvio dei servizi è più probabile se si riceve il sostegno finanziario iniziale; la richiesta di servizi da parte del paziente, reale o percepita, è fondamentale; i servizi di prevenzione del diabete spesso rientrano nelle attività esistenti di una farmacia e consentono il massimo utilizzo delle risorse; la fedeltà del cliente è un vantaggio chiaramente articolato contro la concorrenza; infine, l’impegno nella prevenzione del diabete afferma un ruolo più ampio e il valore delle farmacie per servire le comunità.

Quanto alla metodologia utilizzata, gli studiosi rendono noto di aver condotto 21 interviste semi-strutturate con i responsabili delle decisioni di 11 farmacie indipendenti in 6 stati degli Stati Uniti e nel distretto di Columbia e di 10 farmacie a catena che operano in 1 stato, più stati e in tutta la nazione. Ciò identificando i partecipanti utilizzando il campionamento intenzionale, mediante l’uso di metodi qualitativi per analizzare i dati e condotto interviste fino a raggiungere la saturazione.

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