Uno stato di buona salute non può prescindere da valori corretti della pressione arteriosa che, non a caso, viene monitorata nella gran parte delle visite mediche di qualsiasi natura. Come spiega l’Istituto superiore di sanità (Iss), «il cuore è una pompa che, con le sue contrazioni, invia il sangue a tutti gli organi e tessuti del corpo. La pressione arteriosa è la pressione che il cuore esercita per far circolare il sangue nel corpo. La pressione si misura in millimetri di mercurio (mmHg) e il suo valore è dato da due numeri, quello relativo alla pressione sistolica e quello relativo alla pressione diastolica. La pressione arteriosa sistolica si misura nel momento in cui il cuore si contrae e pompa il sangue nelle arterie, mentre la pressione diastolica si rileva tra due contrazioni, mentre il cuore si rilassa e si riempie di sangue». Secondo gli esperti dell’Iss, è desiderabile mantenere valori pressori che non superino i 120 mmHg per la pressione sistolica e gli 80 mmHg per la diastolica.

L’impatto dello stile di vita sulla pressione.

Diverse abitudini quotidiane possono contribuire in modo positivo o negativo a determinare i valori della pressione arteriosa e le loro oscillazioni. Benchè, infatti, ci siano variazioni fisiologiche, lo stile di vita incide in modo significativo sulle modificazioni pressorie. Sono fisiologici aumenti dovuti a sforzi, emozioni, freddo e dolore, così come è naturale una riduzione della pressione a riposo e durante il sonno. Nella maggior parte dei casi però, sottolinea l’Istituto superiore di sanità, «l’ipertensione è dovuta ad abitudini di vita non corrette». L’Iss fornisce quindi alcune raccomandazioni per mantenere, fin dalla giovane età, la pressione arteriosa a livelli desiderabili. Il primo consiglio degli esperti è limitare il consumo di sale, mangiare frutta e verdura in grandi quantità, moderare il consumo di caffè e non di fumare. Resta poi fondamentale tenere il peso sotto controllo, in quanto, spiegano gli specialisti «con l’aumento di peso il cuore deve pompare con più energia per mandare il sangue in tutti i tessuti». È quindi auspicabile praticare un’attività fisica regolare e di moderata intensità.

Il legame tra ipertensione e malattie cardiovascolari.

Quando la pressione supera valori ottimali non sempre si avvertono sintomi specifici ed è pertanto buona norma effettuare misurazioni periodiche dal medico, in farmacia o con dispositivi a uso domestico.

Ciò permette di individuare tempestivamente l’insorgere dell’ipertensione che può portare allo sviluppo di altre patologie. «L’ipertensione si sviluppa quando le pareti delle arterie di grosso calibro perdono la loro elasticità naturale e diventano rigide e i vasi sanguigni più piccoli si restringono. L’ipertensione affatica il cuore, può aumentarne le dimensioni, renderlo meno efficiente e favorire l’aterosclerosi. Per questo le persone che hanno la pressione alta corrono un rischio maggiore di infarto o ictus. Inoltre, l’ipertensione può causare insufficienza renale e danneggiare la vista», conclude l’Iss. Chi, invece, soffre di ipotensione, ovvero di valori pressori troppo bassi, è in genere preavvisato da sintomi come vista appannata, stato confusionale, vertigini, svenimento, stordimento, nausea o vomito, sonnolenza e debolezza. Spesso accade durante singoli episodi, per esempio se si passa molto tempo al caldo senza bere, ma in caso di eventi ricorrenti è bene consultare il medico per accertare le cause del problema e individuare una terapia adeguata.

© Riproduzione riservata