Molte conseguenze negative per la salute possono sopraggiungere a causa di una carenza di ferro, un problema molto diffuso ma anche molto sottovalutato. Per promuovere una conoscenza più approfondita del problema tra la popolazione, la società farmaceutica Vifor Pharma sostiene la Giornata della carenza di ferro, istituita nel 2015 da un’alleanza globale che ha tra i promotori la European kidney health alliance, l’Heart failure policy network, il Global heart hub e il Croí-West of Ireland cardiac foundation. La Giornata ricorre ogni anno il 26 novembre e quest’anno è stata ancora più sentita, a fronte del fatto che le problematiche legate alla pandemia hanno compromesso l’accesso alle strutture sanitarie, impedendo a molti cittadini di ricevere diagnosi e di fare prevenzione, un aspetto sottolineato anche da Abbas Hussain, ceo del gruppo Vifor Pharma, che ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di sostenere, insieme a tutti gli altri partner dell’iniziativa, la Giornata della carenza di ferro 2021. In considerazione degli effetti della pandemia sui sistemi sanitari e sull’accesso alle cure, è quanto mai prioritario aumentare l’awareness sull’importanza del ferro. Insieme, siamo impegnati a supportare le persone a rischio o che soffrono di carenza di ferro, con o senza anemia, affinché possano gestire meglio la loro condizione e raggiungere una sempre migliore qualità della vita».

I temi del 2021.

Nel corso dell’edizione 2021 della Giornata della carenza di ferro, gli esperti si sono concentrati sull’impatto di questo tipo di carenza in soggetti che sono a maggior rischio, come i pazienti con scompenso cardiaco o insufficienza renale cronica e le donne in gravidanza, con l’obiettivo «di sensibilizzarli a ‘prendere sul serio il ferro’ e, in presenza di sintomi, a rivolgersi al medico per ottenere una diagnosi tempestiva e una terapia appropriata». In un comunicato stampa, Vifor Pharma ricorda che «quasi un paziente su due affetto da malattia renale cronica o scompenso cardiaco soffre di carenza di ferro, che causa un peggioramento della qualità di vita e un aumento del rischio di ospedalizzazione e decesso per complicanze cardiovascolari. Nonostante l’alta prevalenza e le gravi conseguenze sulla salute, la carenza di ferro resta un problema trascurato e sotto diagnosticato. Il Covid-19, a causa del minor accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie, ha ulteriormente acuito il problema della mancata diagnosi e trattamento, con il rischio di aggravare il decorso delle malattie croniche sottostanti».

Le conseguenze della carenza di ferro.

Il ferro è un elemento essenziale per la salute e la funzionalità dell’organismo, perché è determinante nella produzione dei globuli rossi e nell’assicurare un efficace funzionamento di cuore e muscoli scheletrici. Ha inoltre un ruolo primario nel combattere le infezioni e le malattie, mantenendo i livelli di energia e la normale funzione cerebrale. Occorre quindi prestare attenzione a sintomi come affaticamento, mal di testa, fiato corto, pallore, fragilità di unghie e capelli, vulnerabilità alle infezioni, irritabilità, scarsa concentrazione, che potrebbero essere segnali di una carenza di ferro. «Il Covid-19 ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sull’accesso ai servizi sanitari e molti pazienti con sintomi riconducibili alla carenza di ferro sono sfuggiti alla diagnosi – ha dichiarato Ewa Anita Jankowska, professore ordinario di Cardiologia alla Wroclaw medical university, Polonia. – La carenza di ferro è, tuttavia, facilmente identificabile e curabile. Per questo motivo, è fondamentale aumentare la conoscenza su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente gestita, può diventare anche molto debilitante, invitando le persone a riconoscere i campanelli d’allarme e agire per ottenere una diagnosi precoce e un trattamento appropriato».

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